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  • ATTUALITÀ

  • 4 dicembre 2015

    L'Ambasciata di Polonia in Italia ha presentato l'audioguida in lingua polacca dei siti romani più visitati: Colosseo, Foro Romano e Palatino. I turisti polacchi saranno guidati dalla incredibile voce di uno dei più grandi attori polacchi, Andrzeja Seweryna.

    da sinistra a destra Francesco Prosperetti, Francesco Cochetti, Giovanna Barni, Tomasz Orłowski

    (foto Urszula Dąbrowska)

     

    Rivolgendo il pensiero ai cittadini che vengono dalla Polonia a visitare l’Italia, l’Ambasciata di Polonia ha deciso di mettere in atto un progetto che vuole facilitare e rendere ancor più piacevole l’incontro dei turisti polacchi con il patrimonio culturale italiano: mettere a loro disposizione la versione in lingua polacca delle audioguide dei siti di maggior interesse turistico.

     

    - Grazie all'audioguida in lingua polacca la conoscenza della cultura e della storia dell'antichità sarà maggiormente accessibile ai turisti provenienti dalla Polonia - ha detto l'ambasciatore Tomasz Orowski durante la presentaziome che si è svolta il 1 dicembre presso la sede dell'Ambasciata e alla quale hanno partecipato anche Francesco Prosperetti, Soprintendente Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area archeologica di Roma e Giovanna Barni, presidente di Coopculture che ha realizzato la guida.

     

    Si è deciso di iniziare con quelli più famosi, che sono anche il simbolo per eccellenza della civiltà romana: Colosseo, Foro Romano e Palatino. Quale momento migliore per metterlo in pratica se non il Giubileo straordinario della misericordia indetto da papa Francesco, ormai alle porte, che vedrà l’arrivo nella Città Eterna di una impotente quantità di pellegrini. Il servizio in polacco sarà infatti disponibile a partire dal weekend che precede il giorno di apertura della Porta Santa.

     

    Queste prime audioguide in lingua polacca, realizzate da Coopculture in collaborazione con D’Uva Workshop, sono nate grazie alla disponibilità della Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma che ha dato la propria approvazione e il proprio sostegno all’iniziativa. Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato il contributo della banca Bank Pekao S.A.

     

    L’Ambasciata ha peraltro appreso con piacere dai partner italiani di essere stata la prima istituzione straniera a intraprendere questo tipo di iniziativa.

     

    La straordinaria voce che guiderà i polacchi attraverso Colosseo, Foro Romano e Palatino è quella di uno dei più famosi attori polacchi, Andrzej Seweryn, che ha accettato in via amichevole di partecipare in questo modo all’iniziativa.

     

    I testi sono stati tradotti dalla storica dell’arte e, a sua volta, guida di Roma Dominika Wronikowska.

     

    L’Ambasciata sta già mettendo in cantiere per l’anno prossimo la realizzazione di nuove guide in lingua polacca. Nell’intenzione di continuare l’ottima collaborazione intrapresa con la Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma la prossima a venire dovrebbe riguardare un altro sito importante della Città Eterna, come ad esempio le Terme di Caracalla.

    Tra gli obiettivi della prima metà dell’anno prossimo anche la versione in lingua polacca dell’audioguida degli Uffizi a Firenze.

    Anton von Maron (attr.), Grand tour. Ritratto di Franciszek e Kazimierz Conti Rzewuski

    con sullo sfondo Roma. 1772 ca. © Castello Reale di Varsavia, collezione Lanckoronski

     

    L’Italia è stata storicamente una delle mete di viaggio preferite dai polacchi.

     

    I legami tra Polonia e Italia sono sempre stati forti e intensi, si possono far risalire alla nascita stessa dello Stato polacco nel X secolo e alla scelta allora operata del cristianesimo occidentale.

    Il latino divenne lingua ufficiale e l'Italia meta di pellegrinaggi e di studi.

     

    Nel Rinascimento i viaggi in l’Italia si intensificarono. Numerosi giovani polacchi, di cui alcuni diventati poi famosi,  frequentarono gli atenei italiani. Basta citare Nicolo Copernico che studiò a Bologna, Padova e Ferrara o Jan Kochanowski, il più grande  poeta del Rinascimento polacco, che studiò a Padova. E come non citare la duchessa di Bari Bona Sforza, figlia di Gian Galeazzo Sforza, duca di Milano, che sposò il re Sigismondo I e diventò regina di Polonia e che rafforzò ulteriormente i legami dei polacchi con l’Italia. Ella portò in Polonia le idee e lo spirito umanistico e rinascimentale, favorì la diffusione dell’arte, dei costumi e della cucina italiana. Durante i tempi moderni molti giovani polacchi vennero in Italia per studiarne la storia, le belle arti e il patrimonio. Nel Settecento e nell’Ottocento i polacchi erano tra i più importanti popoli europei che facevano le Grand Tour (da cui deriva il nome il turismo). Tra loro i re Giovanni III Sobieski e Stanisław August Poniatowski, l’autore di Quo vadis Henryk Sienkiewicz e Henryk Siemiradzki, grande pittore che in molte delle sue opere rappresentava scene di antichità.

     

    E’ in Italia che durante le guerre napoleoniche nacquero le Legioni polacche che da qui speravano di raggiungere e liberare la propria patria spartita dalle potenze straniere e scomparsa dalla carta geografica. E’ in Italia che nel 1797 nacque l’inno polacco, a Reggio Emilia, come la bandiera italiana. Non si possono dimenticare i 50 mila soldati polacchi del 2 Corpo di Armata del generale Anders arrivato in Italia negli anni 1943 e 1944 che con grande eroismo contribuirono alla sua liberazione. I cimiteri dove sono sepolti fanno parte dell’identità polacca e sono sempre molto visitati. Il movimento dei visitatori polacchi verso Roma fu infine ulteriormente rafforzato dall’elezione del cardinale Karol Wojtyla a pontifice.

     

    Non c’è dunque da meravigliarsi che l’Italia è e, con ogni probabilità, rimarrà una delle destinazioni preferite dei turisti polacchi . La crescita economica di cui negli ultimi anni ha goduto la Polonia ha portato a un sensibile miglioramento della qualità di vita della popolazione che ora, anche grazie all’ampia offerta a costi contenuti dei vettori aerei, può permettersi più facilmente di muoversi e destinare risorse a tempo libero e viaggi all’estero.

     

    Secondo le analisi effettuate su richiesta del Ministero del Turismo e dello Sport nel 2013, il 56% della popolazione polacca di età da 15 anni in su ha intrapreso almeno un viaggio turistico per un numero totale di 18,3 mln di persone di cui 5,5 mln all’estero. Secondo le analisi di ActivGroup, nel 2014 il numero dei polacchi che hanno effettuato viaggi all’estero è arrivato a 12,9 mln, quindi è sensibilmente cresciuto.

    Anche le previsioni di afflusso turistico polacco in Italia sono ottimistiche. Negli ultimi sei anni il numero dei turisti polacchi in Italia ha registrato una crescita record: le presenze sono infatti aumentate del 83,7%, come riporta Censis.

     

    Spesso - come si evince dal rapporto curato congiuntamente dal Ministero degli Esteri italiano e dall’Agenzia nazionale del Turismo ENIT 2016 - i turisti che vengono nelle città d’arte italiane per segmento socio-economico e culturale di appartenenza sono di livello medio-alto, alto e molto alto, con istruzione superiore o universitaria. Occorre pertanto tenere presente che molti tra loro si recano in Italia con il desiderio di visitare i siti principali dell’enorme patrimonio culturale  di cui dispone il paese.

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