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  • Essere fedele alla mia Patria, la Repubblica di Polonia

     

  • ATTUALITÀ

  • 20 novembre 2018

    In occasione del Centenario della riconquista dell’Indipendenza della Polonia la Torre pendente di Pisa, uno dei monumenti italiani più conosciuti nel mondo, si è tinta con i colori della bandiera nazionale polacca. L’illuminazione bianca e rossa della torre ha rallegrato gli occhi e i cuori degli abitanti, dei turisti e dei numerosi rappresentanti della comunità polacca giunti per la fausta occasione.

     

    All’evento organizzato e curato dall’Ambasciata di Polonia a Roma hanno partecipato anche i rappresentanti della missione diplomatica e le autorità della città toscana, tra cui la vice sindaca di Pisa Raffaella Bonsangue.

     

    La spettacolare performance con la torre di Pisa ha avuto luogo venerdì 16 novembre, nel 100° anniversario del famoso dispaccio del maresciallo Józef Piłsudski con cui egli informava i governi di “tutti i paesi combattenti e neutrali” della rinascita della Polonia. Il 16 dicembre è anche la Giornata del Servizio Diplomatico che quest’anno l’Ambasciata di Polonia in Italia ha avuto l’onore di festeggiare con una cerimonia così particolare.

     

     

    Con l’illuminazione del noto monumento architettonico l’Ambasciata della Repubblica di Polonia, assieme ad altre rappresentanze diplomatiche polacche nel mondo, aderisce a un progetto del ministero degli affari esteri polacco ideato per celebrare il Centenario dell’Indipendenza, in cui monumenti, edifici e opere conosciute in tutto il mondo vengono illuminati nei colori nazionali della Polonia: dalle piramidi egizie e il Cristo Redentor di Rio de Janeiro alla ruota panoramica sul boulevard di Santa Monica in California.

     

    Quest’anno la Polonia celebra il Centenario della sua Indipendenza, riconquistata nel 1918 dopo che per 123 anni il paese era scomparso dalla carta dell’Europa a causa delle spartizioni compiute dall’Austria, dalla Prussia e dalla Russia (1795).

     

    L’11 novembre 1918 venne firmato l’armistizio che metteva fine alla Grande Guerra anche sul fronte tedesco e quel giorno il Maresciallo Józef Piłsudski prese il controllo della Polonia. La data è perciò rimasta simbolica anche se ancora un anno di rivolte doveva passare, perché fosse consolidata quella conquista, e un ulteriore anno doveva trascorrere perché il Trattato di Versailles ratificasse i nuovi confini polacchi.

     

    Il 16 novembre 1918 il comandante supremo Józef Piłsudski nel dispaccio controsiglato da Tytus Filipowicz, allora a capo del Ministero degli Affari Esteri, informava i governi di “tutti i paesi combattenti e neutrali” della rinascita della Polonia e rivolgeva loro l’appello a riconoscere la sua indipendenza e la sua sovranità. Il giorno seguente Filipowicz si rivolse ai ministri degli affari esteri di Gran Bretagna, Francia, Portogallo, Italia, Stati Uniti e Giappone proponendo loro lo scambio dei rappresentanti diplomatici. Ambedue le missive, inviate dalla radiotrasmittente militare situata alla Cittadella di Varsavia, furono i primi enunciati ufficiali delle autorità polacche rivolte alla comunità internazionale dopo l’11 novembre 1918.

     

    Józef Piłsudski fu il primo Capo dello Stato polacco dopo la riconquista dell’Indipendenza e Comandante dell'esercito in anni 1918-1922. Piłsudski combatté per la patria non solo nel 1918, ma anche durante la guerra polacco-bolscevica, in cui il suo esercito salvò tutta l'Europa da una rivoluzione sanguinosa.

     

     

     

     

    Foto Anna Wawrzyniak/Ambasciata di Polonia a Roma

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