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  • ATTUALITÀ

  • 8 aprile 2016

    Crisi Migratoria, le frontiere dell’Europa, la sicurezza e il Gruppo di Visegrad erano i principali temi oggetto dell’audizione dell’Ambasciatore Tomasz Orłowski presso il Comitato Schengen del parlamento italiano. L’Ambasciatore è stato ascoltato dal Comitato il martedì 6 aprile nella sua sede al Palazzo San Macuto.

    L’audizione si inserisce nel ciclo degli incontri con gli ambasciatori al termine del quale verrà redatto il rapporto che aiuterà il governo italiano a formulare gli elementi della politica estera appartenenti all’ambito delle competenze della commissione.

    Rispondendo alle domande dei deputati e dei senatori l’Ambasciatore Orłowski ha trattato tra l’altro la questione della crisi migratoria che - ha ribadito - costituisce il problema comune di tutta l’Europa e pertanto esige i strumenti comuni di gestione. La Polonia sin dall’inizio sosteneva che per capire bene la questione migratoria  e per poi risolverla,  bisogna distinguere l’immigrazione legale da quella illegale, i profughi dai migranti per motivi economici – ha detto l’Ambasciatore.

    La Polonia considera la cooperazione nell’ambito del Schengen come uno dei fondamentali pilastri dell’integrazione europea – ha dichiarato il Capo Missione della sede diplomatica romana. Considerando la nostra storia, la  possibilità di viaggiare liberamente in Europa costituisce per noi un valore indiscutibile – ha spiegato l’Ambasciatore. Ha sottolineato che per quanto riguarda l’accoglienza dei migranti la Polonia vuole essere solidale nella misura delle sue possibilità ed è pronta ad accogliere i rifugiati, cioè le persone che richiedono il diritto all’asilo, e tuttavia il criterio della distribuzione si dovrebbe basare sul principio di volontarietà e non sulle quote imposte. Il problema consiste nella mancanza in Polonia di adeguate infrastrutture, dei centri di accoglienza – ha spiegato l’Ambasciatore. Un esempio di una buona integrazione volontaria costituisce la presenza in Polonia  di quasi 1 milione dei migranti  ucraini nonché di quelli vietnamiti, molto più distanti culturalmente  – ha aggiunto.

    Il Capo della missione diplomatica romana ha risposto inoltre alle domande sul Gruppo di Visegrad e sulla posizione polacca riguardo ai Servizi di Frontiera Europei.

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    (Foto Anna Wawrzyniak - Ambasciata di Polonia a Roma)

     

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